TORNA IL GRANDE TEATRO AL CINEMA FARNESE PERSOL

Dopo lo straordinario successo di pubblico e di critica dell’Amleto 

con Benedict Bumberbatch dal National Theatre di Londra

ARRIVA PER LA PRIMA VOLTA AL CINEMA

IL TEATRO DI KENNETH BRANAGH 

 

Al via dal 4 ottobre con Racconto d’inverno con Judi Dench 

la nuova stagione della Kenneth Branagh Theatre Company che porta

sul grande schermo gli spettacoli diretti dal candidato all’Oscar 

Kenneth Branagh 

 

“L’idea che il teatro e il cinema si incontrino è eccitante. Per questo l’arrivo su grande schermo dei nostri spettacoli apre la via a una nuova sfida. Abbiamo un team di grande esperienza in entrambi i mondi, quello teatrale e quello cinematografico: i risultati -in particolare nell'esplorazione della magia insita nell’opera di Shakespeare- dovrebbero essere affascinanti”.

Kenneth Branagh

 

 

PROSSIMI EVENTI

LA DIVA FRAGILE – omaggio a GENE TIERNEY

 in collaborazione con la LAB80 verranno riproposti 4 titoli in versione restaurata: Il cielo può attendere (Heaven Can Wait) di Ernst Lubitsch, un film realizzato nel 1943 che ancora oggi sa trascinare gli spettatori tra accadimenti inaspettati e momenti di grande ilarità. Seguono Il fantasma e la signora Muir (The Ghost and Mrs. Muir) di Joseph L. Mankiewicz del 1947, Vertigine (Laura) di Otto Preminger del 1944 e Femmina folle (Let Her to Heaven) di John M. Stahl del 1945. 

PROGRAMMAZIONE DA DEFINIRE

FINDING FELA

Finding Fela - Il potere della musica, girato dal premio Oscar Alex Gibney, si muove su due piani: da un lato segue l'allestimento del musical Fela!, apprezzata piece premiata con undici nomination ai Tony Awards nel 2010 e vincitrice di tre, dall'altro indaga chi fosse veramente questo musicista e perché ha ricoperto un ruolo così fondamentale per la musica mondiale.

Fela Kuti è stato un artista nigeriano, inventore dell'afrobeat e riconosciuto da artisti del calibro di Bono degli U2 come uno dei personaggi che hanno influenzato maggiormente la musica nel Ventesimo secolo. Fela, però, non si è fermato solo alle note, ma si è speso attivamente per portare alla luce i soprusi del sistema dittatoriale nigeriano. Figlio di una famiglia benestante, ha avuto la possibilità di formarsi a Londra, rendendosi conto delle ingiustizie subite dalla sua gente. L'opposizione netta nei confronti di uno stato militarizzato gli hanno causato non pochi problemi: imprigionato e picchiato in più occasioni, una sera è stato appiccato un incendio nella villa in cui viveva e, oltre a perdere l'abitazione, lo studio di registrazione con il nuovo disco pronto, in quell'occasione la madre ha subito dei danni fisici che l'hanno portata alla morte. Fela non si è arreso e ha continuato a lottare strenuamente contro il governo nigeriano, attirando l'attenzione di Amnesty International che si è battuta al suo fianco, insieme a molti musicisti del panorama internazionale. Il film non vuole mostrare, però, un santo, ma vuole raccontare chi fosse veramente questo musicista, morto nel 1997 per le complicazioni dell'AIDS, mettendo in luce anche alcune ombre della sua vita.  

Presentato al Sundance Film Festival nel 2014, il film vede coinvolta attivamente Amnesty International Italia che ne patrocinia l'uscita al cinema.

FINDING FELA

Finding Fela - Il potere della musica, girato dal premio Oscar Alex Gibney, si muove su due piani: da un lato segue l'allestimento del musical Fela!, apprezzata piece premiata con undici nomination ai Tony Awards nel 2010 e vincitrice di tre, dall'altro indaga chi fosse veramente questo musicista e perché ha ricoperto un ruolo così fondamentale per la musica mondiale.

Fela Kuti è stato un artista nigeriano, inventore dell'afrobeat e riconosciuto da artisti del calibro di Bono degli U2 come uno dei personaggi che hanno influenzato maggiormente la musica nel Ventesimo secolo. Fela, però, non si è fermato solo alle note, ma si è speso attivamente per portare alla luce i soprusi del sistema dittatoriale nigeriano. Figlio di una famiglia benestante, ha avuto la possibilità di formarsi a Londra, rendendosi conto delle ingiustizie subite dalla sua gente. L'opposizione netta nei confronti di uno stato militarizzato gli hanno causato non pochi problemi: imprigionato e picchiato in più occasioni, una sera è stato appiccato un incendio nella villa in cui viveva e, oltre a perdere l'abitazione, lo studio di registrazione con il nuovo disco pronto, in quell'occasione la madre ha subito dei danni fisici che l'hanno portata alla morte. Fela non si è arreso e ha continuato a lottare strenuamente contro il governo nigeriano, attirando l'attenzione di Amnesty International che si è battuta al suo fianco, insieme a molti musicisti del panorama internazionale. Il film non vuole mostrare, però, un santo, ma vuole raccontare chi fosse veramente questo musicista, morto nel 1997 per le complicazioni dell'AIDS, mettendo in luce anche alcune ombre della sua vita.  

Presentato al Sundance Film Festival nel 2014, il film vede coinvolta attivamente Amnesty International Italia che ne patrocinia l'uscita al cinema.

EL ABRAZO DE LA SERPIENTE

 

EL ABRAZO DELA SERPIENTE

 

Tutte le sere fino al 24 agosto 

ORE 16.30 - ORE 20.20

FILM IN VERSIONE ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ITALIANO

 

Da una terra da sempre avvolta in un’aura di mistero e magia come la Colombia arriva il sorprendente El abrazo de la serpiente, film di Ciro Guerra candidato all’Oscar 2016 come miglior film straniero e già vincitore del premio Art Cinéma della sezione Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2015.

Girando in un ammaliante bianco e nero, Ciro Guerra si prefigge l’obbiettivo di raccontarci una parte di mondo ancora in larga parte inesplorata come l’Amazzonia, mostrandocela dal punto di vista degli indigeni e concentrandosi sui riti, le credenze e le leggende delle persone che abitano questi posti magnifici e incontaminati. Il risultato è un’esperienza visiva e interiore di raro fascino, che non può lasciare indifferenti.       (cinematographe.it)

                                

 

... e la serata non finisce in programmazione inoltre:

 

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT

tutte le sere fino al 24 agosto 

spettacolo unico ore 22.30

ARRIVA AL CINEMA FARNESE PERSOL IL FILM ITALIANO PIU' AMATO DELL'ANNO 2016

Infatti la stagione cinematografica verrà ricordata come l'anno di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film di Gabriele Mainetti che si è aggiudicato sette riconoscimenti compreso il miglior esordio, i due attori protagonisti, Claudio Santamaria e Ilenia Pastorelli, il miglior non protagonista, il "villain" Luca Marinelli e la migliore non protagonista, Antonia Truppo.